Loading...

Vendita forzata e normativa antiriciclaggio. Lo studio del Consiglio Nazionale del Notariato

Home - News - Antiriciclaggio - AML - Vendita forzata e normativa antiriciclaggio. Lo studio del Consiglio Nazionale del Notariato

Vendita forzata e normativa antiriciclaggio. Lo studio del Consiglio Nazionale del Notariato

   

16 marzo 2021

aml2

I diritti delle immagini appartengono ai rispettivi proprietari (che saremo lieti di indicare in caso di richiesta).

L’applicabilità della normativa antiriciclaggio alla vendita forzata e alla vendita competitiva è una tematica controversa, non ancora affrontata né dalla dottrina né dalla giurisprudenza. Ad oggi unico contributo di merito è costituito dalla sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere del 7 novembre 2019, secondo la quale «gli oneri di adeguata verifica introdotti dalla disciplina antiriciclaggio di cui al d.lgs. 21-11-2007, n. 231 e successive modificazioni non si applicano ai professionisti delegati e, più in generale, agli ausiliari del giudice, non potendo definirsi né clienti né esecutori degli stessi, nel senso indicato dall’art. 1, 2° co., lett. p), d.lgs. 231/2007, né infine effettivi titolari del rapporto bancario acceso quale conto della procedura esecutiva»1.

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha esaminato, in particolare con lo studio n. 45-2020/E_3-2020/B, la tematica delle procedure di espropriazione forzata immobiliare, esprimendosi in conformità al quesito n. 15 del 21/6/2006 dell’Ufficio Italiano Cambi − secondo cui «l’attività svolta dal professionista a seguito di incarico da parte dell’Autorità giudiziaria, quale ad esempio quella di curatore fallimentare o di consulente tecnico d’ufficio, è esclusa dall’ambito di applicazione delle disposizioni antiriciclaggio. In questi casi il professionista agisce in qualità̀ di ausiliario del giudice e non si ravvisa nella fattispecie né la nozione di cliente né quella di prestazione professionale» − escludendo parimenti l’applicabilità della normativa antiriciclaggio alle vendite forzate.

 

La ratio. All’indomani dell’entrata in vigore della legge n. 302/98, che prevede la delegabilità delle operazioni di vendita al solo notaio, si è generato un ampio dibattito in relazione alla figura del notaio delegato e alla natura attività professionale da questi svolta. Tale dibattito ha condotto alla non applicazione di quanto disposto dall’art. 3 del Decreto Antiriciclaggio agli ausiliari del giudice in sede di vendita forzata.

Il professionista delegato è stato talvolta qualificato in dottrina come mero ausiliario, talaltra come vero e proprio sostituto del giudice. Tesi, quest’ultima, che ha trovato grande consenso in forza della riforma di cui alle leggi n. 80/2005 e n. 263/2005, che ha consentito ad altri professionisti di ricoprire tale funzione, superando dunque anche la tesi minoritaria – la terza – che configura il notaio delegato quale ausiliario sui generis2.

 

La natura dell'attività del notaio delegato. L’art. 3 del D.Lgs. n. 231/2007 individua tra i “soggetti obbligati” al rispetto della normativa antiriciclaggio i professionisti (notai, avvocati e commercialisti).

Sul piano oggettivo – secondo lo studio in commento –  ci troviamo dinanzi a un’attività giurisdizionale (e non amministrativa); sul piano soggettivo, invece, l’attività rimane tale anche quando viene posta in essere da un soggetto diverso dal giudice, ma da questi delegato.

Il delegato alla vendita, investito dall’autorità giudiziaria alle demandate attività, agisce in veste di ausiliario del giudice e pertanto in nome e per conto di questi, e non in proprio conto. Invero, nell’espletamento del suo incarico, tecnicamente il professionista delegato non ha alcun “cliente” né tantomeno una “prestazione professionale” in senso proprio da svolgere (non essendoci un’operazione finanziaria o immobiliare compiuta per conto di un proprio cliente o per assistere lo stesso nell’esercizio di operazioni che rientrano nella sua attività professionale).

Nello studio esaminato viene altresì affrontata l’ipotesi della vendita in sede concorsuale, evidenziando come nella vendita cd. competitiva la figura dell’ausiliario del giudice sia molto più sfaccettata in virtù di quanto previsto dagli artt. 104-ter e 107 l. fall. Anche con questo tipo di procedura la questione può essere risolta con le argomentazioni utilizzate in tema di vendita forzata.

La ratio del silenzio del legislatore sul tema è forse da rinvenire nella esclusione della configurabilità del reato di riciclaggio in relazione alla vendita posta in essere contro la volontà del debitore nell’interesse dei creditori. Il professionista delegato che riscontri evidenti indici di “operazione sospetta” in violazione della normativa antiriciclaggio ha comunque il dovere di avvertire tempestivamente il giudice per consentirne le valutazioni in qualità di dominus della relativa procedura.

 

Così il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nella sentenza del 7 novembre 2019 (pubblicata in Riv. dell’esecuz. forz., n. 1/2020, 260 ss.nell’ambito dell’osservatorio sulla giurisprudenza di merito a cura di D. CAPEZZERA e A. FAROLFI), che ha ritenuto, conseguentemente, «illegittimo il rifiuto della banca di dare esecuzione al piano di riparto predisposto dal professionista delegato ed approvato dal G.E.».

Cfr. E. FABIANI, Funzione processuale del notaio ed espropriazione forzata, in Riv, dir. civ., 2002, II, 131 ss.; ID. La delega delle operazioni di vendita in sede di espropriazione forzata immobiliare. Padova, 2007, 5 ss.; ID., voce Delega delle operazioni di vendita in sede di espropriazione forzata immobiliare, in Dig. disc. priv., Sez. civ., Agg., Torino, 2010, 461 ss.

G.R.A.L.E.

Via Mazzocchi, 68
Palazzo Melzi
81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)

C.so Umberto I, 34
80138 Napoli

 

Iscriviti alla Newsletter
Ricevi i nostri aggiornamenti
Iscriviti tramite Facebook
... oppure inserisci i tuoi dati:
L'indirizzo al quale desideri ricevere le newsletter.
Acconsento al trattamento dei miei dati personali (Regolamento 2016/679 - GDPR e d.lgs. n.196 del 30/6/2003)  Privacy