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L’analisi del FCN sul sistema antiriciclaggio italiano

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L’analisi del FCN sul sistema antiriciclaggio italiano

   

10 settembre 2021

AML

I diritti delle immagini appartengono ai rispettivi proprietari (che saremo lieti di indicare in caso di richiesta).

Financial Crime News – FCN ha recentemente integrato il suo Country Threat Assessment per l’Italia rilasciato lo scorso marzo con una Country Financial Crime Dashboard. Il nostro Paese risulta essere al 35° posto su 100 (il 6 ° più alto tra i paesi del G20) per minaccia di riciclaggio, e al 73° posto su 100 (3 ° migliore tra i paesi del G20) per risposta a tale minaccia, con un rischio complessivo valutato a 54/100.

Dati. A causa di collegamenti che coinvolgono il riciclaggio di denaro, la pirateria delle merci, traffico di esseri umani, corruzione, traffico di droga, contrabbando di merci e persone, traffico di rifiuti, il Paese rientra tra i 26 principali paesi terzi interessati dal rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

Secondo le stime del FCN, l’Italia rimane il paese UE in cui il contante è maggiormente utilizzato, soprattutto nel Centro e Sud Italia. Le aziende che fanno largo uso di contante sono l’obiettivo principale per l’infiltrazione della criminalità organizzata a fini di riciclaggio. I settori a più alta intensità di contante risultano essere quelli relativi a ristorazione, bar e hotel.

Nel 2019 la Banca d’Italia e l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) – che, secondo i numeri forniti, nel 2019 risultava essere composta da 152 persone, vale a dire una risorsa a tempo pieno per 690 segnalazioni di operazioni sospette – hanno identificato nelle transazioni nazionali ed estere, nelle banche private, così come nel gioco d’azzardo e nel commercio d’arte, le vie principali per il riciclaggio di denaro. Le opportunità di riciclaggio aumentano poi in ragione delle frontiere multiple e dalla lunga costa.

Dai dati forniti emerge che 1 persona su 25 intervistati in Italia ha dichiarato di avere assistito a un caso di corruzione negli ultimi 12 mesi; 1 su 5 organizzazioni (il 21%) ha dichiarato di essere stata vittima di frodi finanziarie. Nel 2012 sono state avviate 14.688 indagini per riciclaggio, che hanno portato a 4927 condanne (34%). Nonostante i significativi proventi di reato generati e le metastasi della mafia, grave patologia per l’intera UE, l’Italia si colloca al 40° posto su 128 per paese più sicuro nel 2019.

Metodi. FCN analizza i metodi e le tecniche di riciclaggio del denaro in Italia, ricomprendenti il riciclaggio di denaro sporco, proveniente da attività illecite (come il traffico di droga, di merci contraffatte e di esseri umani), ma anche infiltrazioni in particolari settori di attività, lo strozzinaggio, e il riciclaggio di denaro basato sul commercio.

L’utilizzo di canali informatici per commettere reati, come la frode, avviene anche per riciclare fondi, per esempio attraverso attività online e utilizzando valuta virtuale. Oltre al traffico di droga, secondo la relazione US INCSR Volume II del 2020 “altre importanti fonti di denaro riciclato sono i proventi di evasione fiscale e l’imposta sul valore aggiunto (IVA), il contrabbando e la vendita di merci contraffatte, estorsione, corruzione, gioco d’azzardo illegale, lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, e lo strozzinaggio”.

Rischi/vulnerabilità AML/TF più elevati. Nella Dashboard viene riportato il rating complessivo della minaccia di riciclaggio per l’Italia, valutato secondo il National Risk Assessment – NRA come “Molto Significativo”. In particolare, sei sono i settori/professionisti maggiormente sensibili: avvocati, agenzie immobiliari, altri prestatori di servizi fiduciari (gestione degli investimenti e degli attivi), istituti di pagamento elettronico e monetario esteri, operatori per l’oro e contabili giurati ed esperti.

Il più alto rischio, valutato su base geografica in base alle anomalie di contanti individuate dalle banche, caratterizza le aree di: Aosta, Milano, Lodi, Bolzano, Udine, Trieste, Gorizia, Venezia, Verona, Parma, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì Cesena, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Siena, Arezzo, Pesaro Urbino, Perugia, Terni, Rieti, Roma, L'Aquila e Cagliari (fonte: NRA 2018).

Il rating di finanziamento del terrorismo complessivo per l’Italia è invece stato valutato come “Piuttosto significativo”, con taluni settori di particolare preoccupazione: pagamenti elettronici e digitali, ONLUS e donazioni private, MVT, carte prepagate e corrieri in contanti.

La scarsità degli importi destinati al finanziamento del terrorismo rende difficile individuare i relativi flussi finanziari. Un settore di particolare interesse, in Italia come altrove, per l’uso documentato da parte di gruppi terroristici religiosi come AQ e IS, è quello dei servizi di money o value transfer (MVTSS), così come la rete “hawala”. Circostanze quali gli importi ridotti di denaro trasferito, le difficoltà nello stabilire la loro natura/destinazione, unitamente al fatto che per queste transazioni sono utilizzate tecniche sempre più sofisticate per dividere somme di denaro – al fine di evitare che venga tracciato – aumentano la vulnerabilità.

 

In chiusura, la Country Financial Crime Dashboard ricorda il piano d’azione AML UE 2020 per aumentare l’efficacia del contrasto al riciclaggio, basato su sei pilastri: applicazione efficace delle norme UE; regolamento unico UE; supervisione a livello europeo; coordinamento e meccanismo di sostegno per le FIU dell’Unione; applicazione delle leggi penali e scambio di informazioni a livello europeo; rafforzamento dell’UE nel mondo. Il 20 luglio 2021 la Commissione UE ha pubblicato ulteriori dettagli delle sue proposte, la cui piena attuazione dovrebbe avvenire entro il 2025.

Con alti tassi di conversione STR, elevati numeri di sequestri e recuperi di beni, numerosi procedimenti penali e condanne per riciclaggio, secondo l'analisi del Financial Crime News il Paese sembra costituire ancora un valido esempio – per gli altri paesi del G20 e non solo – di efficacia nella lotta alla criminalità finanziaria.

G.R.A.L.E.

Via Mazzocchi, 68
Palazzo Melzi
81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)

C.so Umberto I, 34
80138 Napoli

 

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