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Decreto fiscale 2022: le novità in materia di sicurezza sul lavoro

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Decreto fiscale 2022: le novità in materia di sicurezza sul lavoro

   

12 novembre 2021

Decreto

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Secondo gli open data dell’INAIL, dall’inizio del 2021 fino allo scorso agosto abbiamo “assistito” a più di tre decessi al giorno sul posto di lavoro, per un totale di 772. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e agosto sono state 349.449, vale a dire oltre 27mila in più (+8,5%) rispetto allo stesso periodo del 2020. In particolare, aumentano gli infortuni sul tragitto di andata e ritorno tra casa e lavoro (+20,6%).

Il confronto con il 2020 richiede tuttavia cautela, avverte l’INAIL: i dati, infatti, sono provvisori e fortemente influenzati dall’emergenza da Covid-19, che non permette ancora di conteggiare un rilevante numero di tardive denunce mortali da contagio, in particolare relative a marzo 2020. Viene anche sottolineato che i decessi causati dal SARS-CoV-2 avvengono dopo un periodo più o meno lungo dalla data del contagio, e che tornano a crescere – con un incremento del +31,5% – le malattie professionali (le prime tre malattie professionali denunciate restano le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, del sistema nervoso e dell’orecchio. Seguono i tumori e le patologie del sistema respiratorio).

È in questo background che il Consiglio dei Ministri, lo scorso 15 ottobre, ha approvato il cd. Decreto fiscale: un provvedimento di peculiare rilevanza che interviene in diversi ambiti, tra cui quello della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Le misure, che vanno dalla riduzione della percentuale di lavoratori irregolari che portano alla sospensione dell’attività, fino al potenziamento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, sono riassunte in una nota pubblicata dal Ministero del Lavoro. Esaminiamo quali sono le principali novità.

Il Decreto fiscale 2022. Il testo del Decreto fiscale – pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 ottobre 2021 (decreto legge n. 146, recante “Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”) – modificando il D. Lgs. n. 81/2008Testo Unico della sicurezza sul lavoro, si propone di incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in ambito di salute e sicurezza sul lavoro, mediante un maggiore coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle disposizioni per garantire la prevenzione.

La sospensione dell'attività. Le norme approvate consentiranno di agire con maggiore efficacia sulle imprese non compliant alle misure di prevenzione, o che impiegano lavoratori non in regola, in modo da ridurre gli infortuni. In caso di accertate gravi violazioni in ambito di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è infatti prevista la sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti.

Sono quindi due le situazioni che portano alla sospensione dell’attività a seguito di ispezione:

1. la presenza del 10% di lavoratori irregolari;

2. gravi violazioni per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.

Il nuovo decreto modifica l’allegato I del D. Lgs. 81/2008, aggiornando un elenco di dodici violazioni che possono far scattare la sospensione dell’attività dell’impresa: dalla mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi, alla mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione, dalla mancata fornitura dei dispositivi di protezione contro le cadute dall’alto, alla mancanza di protezioni verso il vuoto. Oltre alle sanzioni già previste dal Testo Unico, per ciascuna violazione sono previste sanzioni economiche aggiuntive.

Nella nuova versione è stata poi aggiunta, come violazione che può portare alla sospensione dell’attività, l’omessa vigilanza sulla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo, ed è stata eliminata la mancata notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio dei lavori che possono comportare il rischio di esposizione ad amianto.

Cambiano inoltre le condizioni per adottare tale provvedimento cautelare:

·  l’emendato articolo 14 del Testo Unico della sicurezza sul lavoro prevede il passaggio dal 20 al 10% del personale “in nero” (cioè senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro) presente sul luogo di lavoro;

· non è più richiesta alcuna “recidiva”: il provvedimento scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche;

· per l’impresa destinataria del provvedimento sarà impossibile contrattare con la pubblica amministrazione per l’intero periodo di sospensione.

All’impresa che vorrà riprendere l’attività produttiva non basterà ripristinare le regolari condizioni di lavoro: occorrerà anche il pagamento di una somma aggiuntiva, di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L’importo sarà poi raddoppiato qualora, nei cinque anni anteriori, la medesima impresa sia già stata destinataria di un provvedimento di sospensione.

Maggiore coordinamento dei soggetti deputati al presidio. Le competenze di coordinamento negli ambiti della salute e sicurezza del lavoro vengono estese all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), così equiparandole a quelle dell’ASL.

A tale misura si accompagneranno:

· un aumento dell’organico, con l’assunzione di 1.024 unità, da assumere attraverso un’apposita procedura concorsuale;

· un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro, nel biennio 2022/2023, al fine di dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria a svolgere l’attività di vigilanza;

· l’aumento del personale dell’Arma dei Carabinieri dedicato alle attività di vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di diritto del lavoro, legislazione sociale e sicurezza sui luoghi di lavoro, che passerà dalle attuali 570 a 660 unità dal 1° gennaio 2022;

· il rafforzamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro – SINP (la banca dati INAIL), con una definitiva messa a regime e una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute. In altre parole, verrà prevista una banca dati informatica unica per consentire il lavoro sinergico di INL, INAIL, Regioni e Asl.

Gli organi di vigilanza saranno infatti tenuti ad alimentare un’apposita sezione della banca dati, dedicata alle sanzioni applicate nell’ambito dell’attività di vigilanza posta in essere nei luoghi di lavoro. L’INAIL dovrà rendere disponibili alle ASL e all’INL i dati relativi alle aziende assicurate e agli infortuni denunciati.

Sanzioni inasprite per i datori di lavoro. Tra le nuove modifiche al Testo Unico c’è anche una riscrittura dell’allegato I, cui fa riferimento l’articolo 14, che prevede il pagamento di una somma aggiuntiva per i datori di lavoro in caso di lavoratori irregolari. Fino a 5 lavoratori irregolari, la somma sarà di 2.500 euro; nel caso di impiego di più di 5 lavoratori irregolari, la somma sarà di 5.000 euro. A tali importi si aggiungono ulteriori somme previste nell’allegato per specifiche violazioni.

Inoltre, il datore di lavoro che non rispetti il provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a sei mesi nei casi di violazione di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, e con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

G.R.A.L.E.

Via Mazzocchi, 68
Palazzo Melzi
81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)

C.so Umberto I, 34
80138 Napoli

 

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