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Cassazione: la malversazione ai danni dello Stato è reato presupposto dell’autoriciclaggio

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Cassazione: la malversazione ai danni dello Stato è reato presupposto dell’autoriciclaggio

   

10 febbraio 2021

riciclaggio

I diritti delle immagini appartengono ai rispettivi proprietari (che saremo lieti di indicare in caso di richiesta).

La Corte di Cassazione in data 7 gennaio 2021 ha statuito che anche il reato di malversazione a danno dello Stato, previsto e punito dall’art. 316-bis c.p., può costituire reato presupposto della fattispecie di autoriciclaggio di cui all’art. 648-ter 1 c.p. (Cass. pen., V sez., sent. n. 331/2021).

Il fatto. Il capo d’incolpazione, contestato nell’ambito di un’indagine per autoriciclaggio a carico di un imprenditore, indicava come reato presupposto la malversazione ai danni dello Stato concernente la gestione e l’utilizzo di un finanziamento pubblico ottenuto nel 2016 per la realizzazione di un progetto di investimento industriale. Nello specifico, la malversazione aveva procurato un profitto illecito di oltre 16 milioni di euro, in gran parte impiegato in attività speculative. La società aveva infatti utilizzato il finanziamento agevolato − ottenuto per procedere alla riqualificazione del Polo Industriale di Termini Imerese − per un fine diverso, distribuendolo su diversi conti bancari, successivamente “occultati” attraverso diverse operazioni.

Per tale titolo, il G.I.P. di Termini Imerese aveva disposto l’applicazione di misure cautelari personali (arresti domiciliari e interdizione dalle cariche) – poi annullate dal Tribunale del Riesame di Palermo per assenza del requisito dell’urgenza ex art. 27 c.p.p. – e reali (sequestri preventivi impeditivi e di valore) nei confronti degli amministratori delegati della società.

Il ricorrente contestava la configurabilità dell’autoriciclaggio asserendo che la malversazione non ne costituisce reato presupposto.

 

La Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno statuito che il reato di malversazione di cui all’art. 316 bis c.p. si può configurare anche mediante una semplice condotta omissiva, che si realizza nel momento in cui il finanziamento viene ricevuto ma non utilizzato, oppure mediante una omissione più una condotta attiva, consistente in una condotta distrattiva.
Delineandola come reato presupposto del delitto di autoriciclaggio, gli Ermellini hanno osservato che la malversazione si realizza anche nel momento in cui i finanziamenti erogati vengono utilizzati per proprio o altrui profitto, oppure per una finalità diversa da quella prevista dal finanziamento pubblico.
Inoltre, qualora il contributo dovesse essere erogato in più fasi:
«il reato si realizza già con la prima omissione ma si consuma soltanto con l’ultima mancata destinazione del rateo alla finalità d’interesse pubblico».
I giudici di piazza Cavour hanno altresì ricordato che:
➢ l’interesse protetto dalla norma è individuabile nella corretta gestione delle risorse pubbliche destinate ai fini di incentivazione economica e attenga, più che alla pubblica amministrazione, all’economia pubblica;
➢ presupposto del reato di malversazione è che l’agente, soggetto estraneo alla P.A., abbia ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico, un contributo, una sovvenzione o un finanziamento destinati ad una determinata finalità pubblica;
➢ la condotta punita è quella che si realizza quando si distrae, anche in parte, la somma percepita dalla predetta finalità, violando in una qualsiasi maniera il vincolo di destinazione del contributo ottenuto. 
Ciò premesso, la Suprema Corte ha sottolineato come «date le specifiche caratteristiche del caso concreto, il reato di malversazione deve ritenersi perfezionato nel momento in cui l’imputato, ottenuto il finanziamento agevolato, aveva distolto il denaro pubblico dal suo scopo, trasferendolo su altri conti correnti riferibili a soggetti o a diversi compartimenti operativi della società; tutte le successive operazioni compiute sulle somme distratte, volte all’occultamento delle stesse, si pongono in successione temporale rispetto alla distrazione e configurano gli estremi del reato di autoriciclaggio».
La diversa destinazione delle somme ha segnato inequivocabilmente il perfezionamento del reato contestato, rendendo definitiva la distrazione dei fondi pubblici a finalità differenti da quelle per le quali il finanziamento era stato concesso.
L’attenzione sulla malversazione e gli altri reati presupposto del riciclaggio è destinata ad accrescersi: da diversi mesi, nell’ambito delle numerose attività di polizia economico-finanziaria di maggiore aderenza alle attuali contingenze, le Fiamme Gialle pongono particolare attenzione all’impiego dei finanziamenti agevolati garantiti dallo Stato, introdotti dal cd. “Decreto Liquidità” (Decreto Legge n. 21/2020, convertito in Legge n. 40/2020).

G.R.A.L.E.

Via Mazzocchi, 68
Palazzo Melzi
81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)

C.so Umberto I, 34
80138 Napoli

 

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