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L'ambito oggettivo del D.lgs 231/01. Disfunzioni e criticità tra teoria e prassi.

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04 ottobre 2019

GRALE

Il giorno 4 ottobre 2019 si è tenuto, presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, un seminario di dottorato dal titolo “L'ambito oggettivo del D. Lgs. 231/01. Disfunzioni e criticità tra teoria e prassi”, organizzato in collaborazione con lo Spin off universitario G.R.A.L.E., allo scopo di favorire un confronto fra l'accademia e il mondo delle imprese sui temi di loro interesse.

A diciotto anni dalla nascita del D. Lgs. 231/01, si è discusso sulla dinamicità e sulla vocazione applicativa, ancora in larga parte deficitaria, del sistema connesso alla responsabilità da reato degli enti. Il Prof. Antonio Pagliano e la Prof.ssa Andreana Esposito, soci fondatori del G.R.A.L.E. Spin Off Research and Consulting, hanno evidenziato come il catalogo dei “reati presupposto” – ossatura dell’impianto normativo di cui al D. Lgs.231/01 – sia andato via via componendosi e scomponendosi con scarsa omogeneità mediante una superfetazione delle fattispecie annoverate nello stesso catalogo, dinamica che non favorisce l'azione di adeguamento da parte delle aziende.

Come un moderno Giano Bifronte, l’impianto di responsabilità da reato degli enti risulta, talora ambiguamente, corredato di sanzioni amministrative e dei meccanismi della repressione di stampo penale. Ambivalenza che risulta caratterizzata, sotto il profilo processuale, da un'annosa problematica inerente la tempistica del processo penale cui risulta sottoponibile l’ente, spesso inspiegabilmente – sotto il profilo temporale indeterminato – imbrigliato nelle vicissitudini giudiziarie.

Sotto il profilo strettamente organizzativo, si è discusso sulle implicazioni pratiche dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo con particolare attenzione al pericolo di eccessiva proceduralizzazione che potrebbe portare, in ipotesi patologiche, ad una ingessatura dei processi aziendali. Si è evidenziato, inoltre, come l’organizzazione mediante “modello 231”  risulta essere considerata, in alcune realtà aziendali, come una vera e propria invasione di campo nell’ambito delle scelte tipiche dell’organo di
gestione dell’ente.

Si è messo in luce, inoltre, il ruolo dell’Organismo di Vigilanza e si è palesato come assolutamente necessaria la professionalizzazione dei relativi membri al fine di adempiere in pieno alle proprie funzioni.

Conclusivamente si è addivenuti alla constatazione secondo cui il maggior riscontro positivo, in ordine all’impianto del D. Lgs. 231/01, sia costituito dal mutamento di status delle realtà aziendali le quali hanno, finalmente, posto in essere tutta una serie di operazioni al fine di “organizzarsi” in senso tecnico e mettere ordine al proprio interno investendo tempo, risorse ed aspettative.

Il consesso dei relatori è stato infine concorde nell’illustrare la formazione di una prospettiva nuova che richiederà, in futuro, un
superamento dello stesso inquadramento della responsabilità degli enti, non più con il classico meccanismo di imputazione traslato dalle persone fisiche, bensì mediante l’individuazione di parametri ad hoc al fine di rendere giustizia alla ratio funzionale e sistematica del D. Lgs. 231/01.

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G.R.A.L.E.

Via Mazzocchi, 5
Palazzo Melzi
81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)

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